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IPSOA Quotidiano
Plastic Tax, ancora un rinvio. In attesa dell'abrogazione?
23/05/2026 - Internalizzare i costi ambientali connessi all’utilizzo di plastica monouso, orientando i comportamenti degli operatori economici con un disincentivo fiscale: è la finalità della plastic tax italiana. Ma in una logica di sistema, la plastic tax si inserisce in un contesto più ampio di matrice europea. Ecco allora che si pongono due problemi: qualora a livello politico si ritenga di mantenere l’imposta, vi è la necessità di individuare un termine certo, non più procrastinabile, a far data dal quale la plastic tax trovi effettiva applicazione (o, in caso contrario, definitiva abrogazione); l’esigenza che ogni intervento volto a dare attuazione al tributo sia valutato anche alla luce del quadro multilivello di fiscalità ambientale in cui si inserisce, soprattutto con riferimento ai profili comunitari. Non resta che augurarsi, dunque, che quello disposto dalla legge di Bilancio 2026 sia l’ultimo rinvio della plastic tax ed il nostro sistema tributario sia in grado di scegliere in quale direzione andare. Internalizzare i costi ambientali connessi all’utilizzo di plastica monouso, orientando i comportamenti degli operatori economici con un disincentivo fiscale: è la finalità della plastic tax italiana. Ma in una logica di sistema, la plastic tax si inserisce in un contesto più ampio di matrice europea. Ecco allora che si pongono due problemi: qualora a livello politico si ritenga di mantenere l’imposta, vi è la necessità di individuare un termine certo, non più procrastinabile, a far data dal quale la plastic tax trovi effettiva applicazione (o, in caso contrario, definitiva abrogazione); l’esigenza che ogni intervento volto a dare attuazione al tributo sia valutato anche alla luce del quadro multilivello di fiscalità ambientale in cui si inserisce, soprattutto con riferimento ai profili comunitari. Non resta che augurarsi, dunque, che quello disposto dalla legge di Bilancio 2026 sia l’ultimo rinvio della plastic tax ed il nostro sistema tributario sia in grado di scegliere in quale direzione andare.
Versamenti imposte modello Redditi 2026: per i soggetti ISA c'è tempo fino al 20 luglio
23/05/2026 - Per i soggetti che rientrano nel campo di applicazione degli ISA i termini di versamento delle imposte derivanti dal modello Redditi e/o IRAP 2026 sono stati posticipati di 20 giorni. Infatti, le imposte a titolo di saldo 2025 e prima rata 2026, in unica soluzione o come prima rata, vanno versate entro il 20 luglio (rispetto al 30 giugno valido per tutti gli altri contribuenti). Inoltre, è possibile effettuare il versamento entro 30 giorni (quindi entro il 19 agosto) con la maggiorazione dello 0,80%. Per i soggetti che rientrano nel campo di applicazione degli ISA i termini di versamento delle imposte derivanti dal modello Redditi e/o IRAP 2026 sono stati posticipati di 20 giorni. Infatti, le imposte a titolo di saldo 2025 e prima rata 2026, in unica soluzione o come prima rata, vanno versate entro il 20 luglio (rispetto al 30 giugno valido per tutti gli altri contribuenti). Inoltre, è possibile effettuare il versamento entro 30 giorni (quindi entro il 19 agosto) con la maggiorazione dello 0,80%.
Decreto fiscale convertito in legge: la mappa delle novità
23/05/2026 - È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 la legge n. 88/2026 di conversione del decreto Fiscale (D.L. n. 38/2026). Con le modifiche apportate nel corso dell’iter parlamentare il provvedimento, già molto articolato, si è ulteriormente arricchito. Tra le novità, si segnalano quelle relative al regime IVA delle operazioni permutative, al CPB e alla rottamazione quinquies. Di particolare rilevanza anche l’allentamento della stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, che entrerà in vigore il 15 giugno 2026. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026 la legge n. 88/2026 di conversione del decreto Fiscale (D.L. n. 38/2026). Con le modifiche apportate nel corso dell’iter parlamentare il provvedimento, già molto articolato, si è ulteriormente arricchito. Tra le novità, si segnalano quelle relative al regime IVA delle operazioni permutative, al CPB e alla rottamazione quinquies. Di particolare rilevanza anche l’allentamento della stretta sui pagamenti della PA ai professionisti, che entrerà in vigore il 15 giugno 2026.
Decreto PNRR e norma salva-cantieri: quali sono gli effetti per imprese e lavoratori
23/05/2026 - La legge di conversione del decreto PNRR (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 502026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001002645SOMM">legge n. 50/2026</a>, di conversione del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 192026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000999107SOMM">D.L. n. 19/2026</a>) ha introdotto la norma “salva-cantieri”. Si tratta di una disposizione che recante un’interessante novità in tema di solidarietà per retribuzioni, contributi assistenziali e previdenziali riferibili ai lavoratori che hanno prestato attività per opere pubbliche finanziate dal PNRR. Come funziona la norma? Quali sono i riflessi lavoristici? La legge di conversione del decreto PNRR (legge n. 50/2026, di conversione del D.L. n. 19/2026) ha introdotto la norma “salva-cantieri”. Si tratta di una disposizione che recante un’interessante novità in tema di solidarietà per retribuzioni, contributi assistenziali e previdenziali riferibili ai lavoratori che hanno prestato attività per opere pubbliche finanziate dal PNRR. Come funziona la norma? Quali sono i riflessi lavoristici?
Salario giusto: le norme del decreto Lavoro 2026 attuano veramente la Costituzione?
23/05/2026 - La parte più innovativa del decreto 1° maggio 2026 riguarda le disposizioni relative al "salario giusto" che, almeno in apparenza, sono dettate per individuare le condizioni in presenza delle quali è possibile poter godere dei vantaggi contributivi, ma che, in effetti, finiscono per costituire una sostanziale attuazione, più che dell’<a target="_blank" class="rich-cod" title="art. 36" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/05AC00009904">art. 36</a> della Costituzione, di quelle altre disposizioni dedicate all'efficacia generale del contratto collettivo (<a target="_blank" class="rich-cod" title="art. 39" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/05AC00009901">art. 39</a>, commi 2-4, Cost.). Infatti, il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.L. n. 622026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001003337SOMM">D.L. n. 62/2026</a>, piuttosto che individuare un salario minimo, sia pure articolato in relazione ai livelli di professionalità dei lavoratori, sembra istituire un sistema di relazioni sindacali, fortemente centralizzato rispetto al passato recente, ma che si riannoda però alla legislazione della fine del secolo scorso, che era stata in buona parte smantellata al fine di favorire il libero dispiegarsi della concorrenza fra le imprese. Un ritorno al passato, insomma, forse anche vantaggioso per le organizzazioni sindacali più grandi, ma davvero suscettibile di trovare concreta attuazione, date le modifiche degli ultimi venti anni? La parte più innovativa del decreto 1° maggio 2026 riguarda le disposizioni relative al "salario giusto" che, almeno in apparenza, sono dettate per individuare le condizioni in presenza delle quali è possibile poter godere dei vantaggi contributivi, ma che, in effetti, finiscono per costituire una sostanziale attuazione, più che dell’art. 36 della Costituzione, di quelle altre disposizioni dedicate all'efficacia generale del contratto collettivo (art. 39, commi 2-4, Cost.). Infatti, il D.L. n. 62/2026, piuttosto che individuare un salario minimo, sia pure articolato in relazione ai livelli di professionalità dei lavoratori, sembra istituire un sistema di relazioni sindacali, fortemente centralizzato rispetto al passato recente, ma che si riannoda però alla legislazione della fine del secolo scorso, che era stata in buona parte smantellata al fine di favorire il libero dispiegarsi della concorrenza fra le imprese. Un ritorno al passato, insomma, forse anche vantaggioso per le organizzazioni sindacali più grandi, ma davvero suscettibile di trovare concreta attuazione, date le modifiche degli ultimi venti anni?
Intelligenza artificiale e lavoro: l'indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro
22/05/2026 - L’Intelligenza Artificiale entra sempre più stabilmente nei processi lavorativi e decisionali delle aziende italiane, ma la sua diffusione appare molto più veloce della capacità organizzativa di governarne gli effetti. È quanto emerge dalla ricerca “Come l’IA sta cambiando il lavoro: opportunità, rischi e scenari”, presentata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro al Festival del Lavoro 2026. I dati evidenziano un utilizzo ormai quotidiano dell’IA soprattutto tra lavoratori altamente qualificati, con impatti significativi sulla produttività e sull’organizzazione del lavoro. Parallelamente, però, emergono forti criticità legate alla carenza di formazione, all’assenza di regole aziendali e al crescente affidamento dell’IA a processi decisionali complessi. Lo scenario delineato mostra un mercato del lavoro in rapida trasformazione, nel quale il vero rischio non sembra essere l’Intelligenza Artificiale in sé, ma l’assenza di una strategia di accompagnamento delle competenze e delle relazioni professionali. L’Intelligenza Artificiale entra sempre più stabilmente nei processi lavorativi e decisionali delle aziende italiane, ma la sua diffusione appare molto più veloce della capacità organizzativa di governarne gli effetti. È quanto emerge dalla ricerca “Come l’IA sta cambiando il lavoro: opportunità, rischi e scenari”, presentata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro al Festival del Lavoro 2026. I dati evidenziano un utilizzo ormai quotidiano dell’IA soprattutto tra lavoratori altamente qualificati, con impatti significativi sulla produttività e sull’organizzazione del lavoro. Parallelamente, però, emergono forti criticità legate alla carenza di formazione, all’assenza di regole aziendali e al crescente affidamento dell’IA a processi decisionali complessi. Lo scenario delineato mostra un mercato del lavoro in rapida trasformazione, nel quale il vero rischio non sembra essere l’Intelligenza Artificiale in sé, ma l’assenza di una strategia di accompagnamento delle competenze e delle relazioni professionali.
L'OIC pubblica in consultazione la bozza del nuovo OIC 10 Rendiconto finanziario
21/05/2026 - L’OIC ha posto in consultazione (fino al 31 luglio 2026) la bozza del nuovo principio contabile OIC 10 Rendiconto finanziario. Le modifiche proposte introducono nuove regole classificatorie e accompagnano gli operatori attraverso indicazioni puntuali, chiarimenti interpretativi ed esempi applicativi riferiti a casistiche concrete, con l’obiettivo di favorire una più corretta e uniforme redazione del rendiconto finanziario. L’OIC ha posto in consultazione (fino al 31 luglio 2026) la bozza del nuovo principio contabile OIC 10 Rendiconto finanziario. Le modifiche proposte introducono nuove regole classificatorie e accompagnano gli operatori attraverso indicazioni puntuali, chiarimenti interpretativi ed esempi applicativi riferiti a casistiche concrete, con l’obiettivo di favorire una più corretta e uniforme redazione del rendiconto finanziario.
Transfer pricing: quali accorgimenti adottare in sede di chiusura del bilancio?
21/05/2026 - La chiusura del <a target="_blank" title="bilancio" href="https://www.ipsoa.it/guide/bilancio-esercizio-redigerlo">bilancio</a> rappresenta, per le società appartenenti a gruppi multinazionali, un momento decisivo anche ai fini del <a target="_blank" title="transfer pricing" href="https://www.ipsoa.it/wkpedia/transfer-pricing">transfer pricing</a>. Infatti, in questa fase, le politiche infragruppo impostate all’inizio dell’esercizio e applicate nel corso dell’anno trovano riscontro nei dati contabili, nelle marginalità effettivamente raggiunte e nella rappresentazione complessiva dell’operatività aziendale. In quest’ottica, analizzare le transfer pricing policies<i style="font-style: italic;"> </i>solo al<i style="font-style: italic;"> </i>momento della predisposizione di Masterfile e Documentazione Nazionale, a ridosso della scadenza della documentazione, significa operare quando le principali scelte economiche, contrattuali e contabili sono ormai cristallizzate. Quali accorgimenti adottare in previsione di definire il Country e Master File? La chiusura del bilancio rappresenta, per le società appartenenti a gruppi multinazionali, un momento decisivo anche ai fini del transfer pricing. Infatti, in questa fase, le politiche infragruppo impostate all’inizio dell’esercizio e applicate nel corso dell’anno trovano riscontro nei dati contabili, nelle marginalità effettivamente raggiunte e nella rappresentazione complessiva dell’operatività aziendale. In quest’ottica, analizzare le transfer pricing policies solo al momento della predisposizione di Masterfile e Documentazione Nazionale, a ridosso della scadenza della documentazione, significa operare quando le principali scelte economiche, contrattuali e contabili sono ormai cristallizzate. Quali accorgimenti adottare in previsione di definire il Country e Master File?
Trust: pubblicate le linee guida per il rendiconto
20/05/2026 - STEP Italy comunica l’avvenuta pubblicazione del documento “<strong>Linee guida per il rendiconto del trust: capitale e reddito tra diritto del trust e trattamento fiscale</strong>”. Tali linee guida mirano a rafforzare la qualità della rendicontazione, ridurre le incertezze applicative e promuovere un sistema coerente con le peculiarità del trust, applicabile sia ai trustee nazionali sia a quelli esteri, soprattutto nei casi di trust localizzati in giurisdizioni a fiscalità privilegiata, dove l’assenza di documentazione può comportare la qualificazione automatica delle attribuzioni come reddito. Il rendiconto del trust deve essere considerato uno strumento unitario che svolge contemporaneamente una funzione civilistica, informativa e probatoria. Queste tre dimensioni non operano separatamente, ma concorrono a rappresentare in modo chiaro e verificabile l’andamento del patrimonio in trust. STEP Italy comunica l’avvenuta pubblicazione del documento “Linee guida per il rendiconto del trust: capitale e reddito tra diritto del trust e trattamento fiscale”. Tali linee guida mirano a rafforzare la qualità della rendicontazione, ridurre le incertezze applicative e promuovere un sistema coerente con le peculiarità del trust, applicabile sia ai trustee nazionali sia a quelli esteri, soprattutto nei casi di trust localizzati in giurisdizioni a fiscalità privilegiata, dove l’assenza di documentazione può comportare la qualificazione automatica delle attribuzioni come reddito. Il rendiconto del trust deve essere considerato uno strumento unitario che svolge contemporaneamente una funzione civilistica, informativa e probatoria. Queste tre dimensioni non operano separatamente, ma concorrono a rappresentare in modo chiaro e verificabile l’andamento del patrimonio in trust.
Green e digital transition fund 2026: quali sono gli ambiti di investimento del venture capital
23/05/2026 - Le imprese devono affrettarsi a inviare le loro domande di finanziamento ai fondi Green e Digital transition fund. Scade il 30 giugno 2026, infatti, la data per la sottoscrizione di accordi di finanziamento con startup, newco e PMI innovative. L’obiettivo dei due fondi non è finanziare singoli investimenti aziendali in senso agevolativo classico, ma rafforzare il mercato del capitale di rischio, convogliando risorse sia verso imprese scalabili che verso fondi specializzati. In questa logica, i fondi operano sia con investimenti diretti nelle imprese target che con investimenti indiretti in altri fondi di venture capital. Quali sono i settori d’investimento coperti? Le imprese devono affrettarsi a inviare le loro domande di finanziamento ai fondi Green e Digital transition fund. Scade il 30 giugno 2026, infatti, la data per la sottoscrizione di accordi di finanziamento con startup, newco e PMI innovative. L’obiettivo dei due fondi non è finanziare singoli investimenti aziendali in senso agevolativo classico, ma rafforzare il mercato del capitale di rischio, convogliando risorse sia verso imprese scalabili che verso fondi specializzati. In questa logica, i fondi operano sia con investimenti diretti nelle imprese target che con investimenti indiretti in altri fondi di venture capital. Quali sono i settori d’investimento coperti?
Eventi sportivi: pubblicato l'Avviso per i contributi 2026
22/05/2026 - La Presidenza del Consiglio – Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’Avviso per la selezione di eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale 2026, con una dotazione complessiva di € 7.500.000. Possono presentare domanda ASD/SSD iscritte al Registro nazionale, comitati organizzatori, federazioni sportive nazionali e paralimpiche, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ed enti/società pubbliche o private con titolo di esclusività sull’evento. Gli eventi devono essere riconosciuti dalle Federazioni o dagli Enti di riferimento e prevedere l’assegnazione di titoli nazionali o internazionali. Le domande vanno presentate esclusivamente tramite piattaforma dal 21 maggio 2026 ore 14 al 1° dicembre 2026, con accesso tramite SPID del legale rappresentante. Le proposte devono illustrare pregio sportivo, impatto economico e sociale, inclusione di soggetti vulnerabili, sostenibilità, misure ambientali e capacità comunicativa dell’evento. La Presidenza del Consiglio – Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l’Avviso per la selezione di eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale 2026, con una dotazione complessiva di € 7.500.000. Possono presentare domanda ASD/SSD iscritte al Registro nazionale, comitati organizzatori, federazioni sportive nazionali e paralimpiche, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ed enti/società pubbliche o private con titolo di esclusività sull’evento. Gli eventi devono essere riconosciuti dalle Federazioni o dagli Enti di riferimento e prevedere l’assegnazione di titoli nazionali o internazionali. Le domande vanno presentate esclusivamente tramite piattaforma dal 21 maggio 2026 ore 14 al 1° dicembre 2026, con accesso tramite SPID del legale rappresentante. Le proposte devono illustrare pregio sportivo, impatto economico e sociale, inclusione di soggetti vulnerabili, sostenibilità, misure ambientali e capacità comunicativa dell’evento.
Il Piano Casa nel Focus della Presidenza del Consiglio
22/05/2026 - E’ stato pubblicato un Focus del Dipartimento del programma di Governo dedicato al Piano Casa, che analizza il<a target="_blank" class="rich-legge" title="decreto legge n. 66202" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001003748SOMM"> decreto legge n. 66/202</a>6, che mira ad aumentare l’offerta abitativa tramite la riqualificazione del patrimonio pubblico e lo sviluppo dell’edilizia integrata. Il Piano punta a rendere disponibili circa 100.000 alloggi in dieci anni, con oltre 10 miliardi di euro e tre pilastri di intervento. Il primo pilastro prevede un programma straordinario di recupero e manutenzione di 60.000 alloggi popolari, con semplificazioni e un Commissario straordinario, oltre al riscatto ERP e nuove case popolari. Il secondo pilastro concentra risorse europee e nazionali in un Fondo housing coesione gestito da INVIMIT per programmi coordinati di housing sociale. Il terzo pilastro attiva investimenti privati per alloggi a prezzi calmierati, con procedure semplificate per investitori esteri e obbligo di destinare almeno il 70% degli alloggi all’edilizia convenzionata con prezzi ridotti del 33%. E’ stato pubblicato un Focus del Dipartimento del programma di Governo dedicato al Piano Casa, che analizza il decreto legge n. 66/2026, che mira ad aumentare l’offerta abitativa tramite la riqualificazione del patrimonio pubblico e lo sviluppo dell’edilizia integrata. Il Piano punta a rendere disponibili circa 100.000 alloggi in dieci anni, con oltre 10 miliardi di euro e tre pilastri di intervento. Il primo pilastro prevede un programma straordinario di recupero e manutenzione di 60.000 alloggi popolari, con semplificazioni e un Commissario straordinario, oltre al riscatto ERP e nuove case popolari. Il secondo pilastro concentra risorse europee e nazionali in un Fondo housing coesione gestito da INVIMIT per programmi coordinati di housing sociale. Il terzo pilastro attiva investimenti privati per alloggi a prezzi calmierati, con procedure semplificate per investitori esteri e obbligo di destinare almeno il 70% degli alloggi all’edilizia convenzionata con prezzi ridotti del 33%.
ETS commerciali e imprese sociali: quando serve la doppia iscrizione al RUNTS e al registro delle imprese
23/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/16/ets-chiarimenti-inquadramento-enti-operano-prevalentemente-forma-impresa">nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026</a> il Ministero del Lavoro chiarisce come interpretare l’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 11" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436ART29">art. 11</a>, <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. 1172017" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000853436SOMM">D.Lgs. 117/2017</a>, il quale dispone che gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale, sono tenuti, oltre che all’iscrizione nel RUNTS, anche all’iscrizione nel registro delle imprese. Questa norma trova applicazione esclusivamente nei confronti delle imprese sociali, oppure anche rispetto ad altri enti del terzo settore che svolgono attività prevalentemente o esclusivamente commerciale? Con la nota ministeriale n. 7741 del 15 maggio 2026 il Ministero del Lavoro chiarisce come interpretare l’art. 11, D.Lgs. 117/2017, il quale dispone che gli enti del terzo settore che esercitano la propria attività esclusivamente o principalmente in forma di impresa commerciale, sono tenuti, oltre che all’iscrizione nel RUNTS, anche all’iscrizione nel registro delle imprese. Questa norma trova applicazione esclusivamente nei confronti delle imprese sociali, oppure anche rispetto ad altri enti del terzo settore che svolgono attività prevalentemente o esclusivamente commerciale?
Normativa sulle acque: gli orientamenti UE 2026 per un'attuazione armonizzata
22/05/2026 - Il 22 maggio 2026 sono stati pubblicati dalla Commissione europea gli orientamenti per un’attuazione più semplice e armonizzata della normativa UE sulle acque, a supporto della strategia europea per la resilienza, inclusa quella idrica. Il documento chiarisce l’applicazione della direttiva quadro sulle acque e delle direttive su acque sotterranee e standard di qualità ambientale, nell’ambito del piano d’azione RESourceEU. Gli orientamenti spiegano come valutare l’impatto dei nuovi progetti sullo stato chimico dei corpi idrici e illustrano le nuove esenzioni che consentono procedure semplificate per deterioramenti temporanei o delocalizzazioni dell’inquinamento senza aumento netto. Sono forniti esempi relativi a estrazione mineraria, metalli e materie prime critiche. Le conclusioni sono applicabili anche a progetti strategici in settori come energie rinnovabili, chip e industria a zero emissioni. Il documento, non vincolante, integra gli sforzi per accelerare le autorizzazioni e supporta l’attuazione della direttiva quadro, aggiornata nel 2026 sugli elenchi degli inquinanti. Il 22 maggio 2026 sono stati pubblicati dalla Commissione europea gli orientamenti per un’attuazione più semplice e armonizzata della normativa UE sulle acque, a supporto della strategia europea per la resilienza, inclusa quella idrica. Il documento chiarisce l’applicazione della direttiva quadro sulle acque e delle direttive su acque sotterranee e standard di qualità ambientale, nell’ambito del piano d’azione RESourceEU. Gli orientamenti spiegano come valutare l’impatto dei nuovi progetti sullo stato chimico dei corpi idrici e illustrano le nuove esenzioni che consentono procedure semplificate per deterioramenti temporanei o delocalizzazioni dell’inquinamento senza aumento netto. Sono forniti esempi relativi a estrazione mineraria, metalli e materie prime critiche. Le conclusioni sono applicabili anche a progetti strategici in settori come energie rinnovabili, chip e industria a zero emissioni. Il documento, non vincolante, integra gli sforzi per accelerare le autorizzazioni e supporta l’attuazione della direttiva quadro, aggiornata nel 2026 sugli elenchi degli inquinanti.
RC auto: il MIMIT pubblica le FAQ
22/05/2026 - Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito con alcune FAQ l’obbligo RC auto, alla luce della <a target="_blank" class="rich-legge" title="direttiva (UE) 20212118" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000918736SOMM">direttiva (UE) 2021/2118</a>. In particolare, le FAQ chiariscono che l’obbligo non riguarda i mezzi sotto le soglie tecniche del <a target="_blank" class="rich-legge" title="d.lgs. 1842023" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000954358SOMM">d.lgs. 184/2023</a>, mentre per i monopattini elettrici l’assicurazione diventa obbligatoria dal 16 luglio 2026. I veicoli fermi in aree private restano soggetti all’obbligo, poiché rileva la funzione del veicolo. L’art. 122‑bis CAP distingue tra inidoneità tecnica definitiva (assenza stabile di parti essenziali) e inidoneità amministrativa (demolizione, revoca, esportazione, provvedimenti dell’autorità). I veicoli non immatricolati presso concessionari sono esclusi, mentre quelli usati con minivoltura non richiedono copertura; senza minivoltura permane la responsabilità del cedente. La sospensione della polizza è ammessa fino a 10 mesi (11 per storici) con comunicazione formale e può essere riattivata in qualsiasi momento secondo i preavvisi previsti. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha chiarito con alcune FAQ l’obbligo RC auto, alla luce della direttiva (UE) 2021/2118. In particolare, le FAQ chiariscono che l’obbligo non riguarda i mezzi sotto le soglie tecniche del d.lgs. 184/2023, mentre per i monopattini elettrici l’assicurazione diventa obbligatoria dal 16 luglio 2026. I veicoli fermi in aree private restano soggetti all’obbligo, poiché rileva la funzione del veicolo. L’art. 122‑bis CAP distingue tra inidoneità tecnica definitiva (assenza stabile di parti essenziali) e inidoneità amministrativa (demolizione, revoca, esportazione, provvedimenti dell’autorità). I veicoli non immatricolati presso concessionari sono esclusi, mentre quelli usati con minivoltura non richiedono copertura; senza minivoltura permane la responsabilità del cedente. La sospensione della polizza è ammessa fino a 10 mesi (11 per storici) con comunicazione formale e può essere riattivata in qualsiasi momento secondo i preavvisi previsti.
Quotidiano Giuridico
La fuga pericolosa all'alt o al posto di blocco nel nuovo art. 192, comma 7-bis, Codice della Strada
23/05/2026 - Dal presidio amministrativo al delitto stradale: il decreto sicurezza tipizza la fuga che mette in pericolo l’altrui incolumità
L'avvocato non è mai in pausa: il peso disciplinare della mancata comparizione in udienza
22/05/2026 - Quando il banco dell’avvocato resta vuoto, ciò che viene meno non è soltanto una presenza fisica: è una parte dell’equilibrio stesso della giurisdizione
Servizi sociali, co-progettazione monca se non c'è la co-programmazione
22/05/2026 -
La co-progettazione dei servizi sociali senza la previa co-programmazione è illegittima perché manca la base partecipata di individuazione dei bisogni. Lo ha affermato il Tar Toscana, sez. IV, sentenza 30 aprile 2026, n. 840.
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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