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IPSOA Quotidiano
Cessione d'azienda: responsabilità solidale a tre vie
11/05/2026 - In caso di cessioni d’azienda o di ramo di azienda nell’ambito di uno strumento di regolazione della crisi d’impresa, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate la responsabilità solidale del cessionario trova applicazione per le violazioni commesse dal cedente anteriormente al 1° settembre 2024. Questa posizione comporta tre scenari. Quali? In caso di cessioni d’azienda o di ramo di azienda nell’ambito di uno strumento di regolazione della crisi d’impresa, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate la responsabilità solidale del cessionario trova applicazione per le violazioni commesse dal cedente anteriormente al 1° settembre 2024. Questa posizione comporta tre scenari. Quali?
I correttivi ISA 2026 neutralizzano inflazione e caro carburanti
11/05/2026 - Qual è la natura e, soprattutto, quale impatto determinano i <a target="_blank" title="correttivi straordinari agli ISA 2026" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/28/isa-2026-g-u-decreto-correttivi">correttivi straordinari agli ISA 2026</a>, anno d’imposta 2025, approvati con il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.M. 15 aprile 2026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001003132SOMM">D.M. 15 aprile 2026</a>? Grazie all'introduzione di specifiche variabili, il motore di calcolo dell'Agenzia delle Entrate neutralizza in automatico gli effetti negativi dell'inflazione, del caro energia e carburanti e dell'aumento dei tassi. Il livello di profilazione si affina ulteriormente anche grazie a un ampliamento delle variabili fornite con il file XML dei dati ulteriori. Correttivi specifici sono previsti per alcuni settori (farmacie, ristorazione, commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature). Qual è la natura e, soprattutto, quale impatto determinano i correttivi straordinari agli ISA 2026, anno d’imposta 2025, approvati con il D.M. 15 aprile 2026? Grazie all'introduzione di specifiche variabili, il motore di calcolo dell'Agenzia delle Entrate neutralizza in automatico gli effetti negativi dell'inflazione, del caro energia e carburanti e dell'aumento dei tassi. Il livello di profilazione si affina ulteriormente anche grazie a un ampliamento delle variabili fornite con il file XML dei dati ulteriori. Correttivi specifici sono previsti per alcuni settori (farmacie, ristorazione, commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature).
Finanziamento per distribuzione di dividendi: quali implicazioni fiscali?
11/05/2026 - Sempre più di frequente alcune società ricorrono al debito per finanziare la distribuzione di riserve di utili e/o capitali nel tentativo di preservare il bilanciamento tra capitale e indebitamento. Si tratta di operazioni per cui risulterà sempre necessaria una valutazione d’insieme, con l’obiettivo di comprendere le effettive motivazioni per cui sono poste in essere, in quanto non necessariamente veicolate dal conseguimento di un vantaggio fiscale indebito. Sempre più di frequente alcune società ricorrono al debito per finanziare la distribuzione di riserve di utili e/o capitali nel tentativo di preservare il bilanciamento tra capitale e indebitamento. Si tratta di operazioni per cui risulterà sempre necessaria una valutazione d’insieme, con l’obiettivo di comprendere le effettive motivazioni per cui sono poste in essere, in quanto non necessariamente veicolate dal conseguimento di un vantaggio fiscale indebito.
Il lavoro sportivo dopo tre anni dalla riforma: cosa è cambiato e quali sono le criticità
11/05/2026 - Le novità introdotte dalla riforma del lavoro sportivo, secondo il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 362021" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000907007SOMM">D.Lgs. n. 36/2021</a>, si sono concentrate soprattutto nel settore dilettantistico con effetti di forte discontinuità rispetto al previgente assetto normativo. Una delle principali chiavi di lettura della riforma riguarda il rapporto tra l’unificazione della figura del lavoratore sportivo e la persistente differenziazione dei relativi regimi applicabili. Sono importanti anche gli impatti dal punto di vista previdenziale e fiscale. Quali sono invece le criticità emerse? Se ne parlerà durante la XVII edizione del Festival del Lavoro, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla sua Fondazione Studi, che si svolgerà a Roma dal 21 al 23 maggio 2026. Le novità introdotte dalla riforma del lavoro sportivo, secondo il D.Lgs. n. 36/2021, si sono concentrate soprattutto nel settore dilettantistico con effetti di forte discontinuità rispetto al previgente assetto normativo. Una delle principali chiavi di lettura della riforma riguarda il rapporto tra l’unificazione della figura del lavoratore sportivo e la persistente differenziazione dei relativi regimi applicabili. Sono importanti anche gli impatti dal punto di vista previdenziale e fiscale. Quali sono invece le criticità emerse? Se ne parlerà durante la XVII edizione del Festival del Lavoro, organizzato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e dalla sua Fondazione Studi, che si svolgerà a Roma dal 21 al 23 maggio 2026.
Interdizione anticipata della lavoratrice madre: come evitare rischi e sanzioni
11/05/2026 - L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1512001" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000145774SOMM">D.Lgs. n. 151/2001</a>), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della lavoratrice, sull’organizzazione dell’impresa, sugli obblighi in materia di prevenzione e sulle responsabilità del datore di lavoro. Per non incorrere in sanzioni occorre gestire con attenzione le situazioni che si possono creare e che coinvolgono la lavoratrice madre. Cinque sono gli scenari che possono presentarsi. Quali? L’istituto dell’interdizione anticipata dal lavoro in caso di gravidanza costituisce uno degli ambiti più complessi disciplinati dal Testo Unico maternità e paternità (D.Lgs. n. 151/2001), in quanto incide contemporaneamente sulla tutela della salute della lavoratrice, sull’organizzazione dell’impresa, sugli obblighi in materia di prevenzione e sulle responsabilità del datore di lavoro. Per non incorrere in sanzioni occorre gestire con attenzione le situazioni che si possono creare e che coinvolgono la lavoratrice madre. Cinque sono gli scenari che possono presentarsi. Quali?
Contratto a termine per sostituzione maternità: le regole su sgravio contributivo e codice 9R
11/05/2026 - Con il <a target="_blank" class="rich-legge" title="messaggio n. 13432026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0001002785SOMM">messaggio n. 1343/2026</a>, l’INPS amplia la durata del codice 9R, che consente la fruizione dello sgravio contributivo per le assunzioni a tempo determinato o in somministrazione finalizzate alla sostituzione di lavoratrici in gravidanza o maternità. In attuazione della <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>, viene introdotta la possibilità di contemporanea presenza in servizio della titolare rientrata e del sostituto fino al primo anno di vita del bambino, fermo restando il limite massimo di 12 mesi di beneficio. Nel dettaglio come si applica l’esonero contributivo? Quali sono le caratteristiche del contratto a tempo determinato in sostituzione? Con il messaggio n. 1343/2026, l’INPS amplia la durata del codice 9R, che consente la fruizione dello sgravio contributivo per le assunzioni a tempo determinato o in somministrazione finalizzate alla sostituzione di lavoratrici in gravidanza o maternità. In attuazione della legge n. 199/2025, viene introdotta la possibilità di contemporanea presenza in servizio della titolare rientrata e del sostituto fino al primo anno di vita del bambino, fermo restando il limite massimo di 12 mesi di beneficio. Nel dettaglio come si applica l’esonero contributivo? Quali sono le caratteristiche del contratto a tempo determinato in sostituzione?
Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale
11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.
Bilancio 2025: al via la campagna depositi presso il Registro Imprese
08/05/2026 - Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite <a target="_blank" title="modello RAP" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/03/11/modello-rap-aggiornato-registrazione-verbali-distribuzione-utili-societari">modello RAP</a>. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1252024" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000969010SOMM">D.Lgs. n. 125/2024</a>. Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante D.Lgs. n. 139/2015. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite modello RAP. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal D.Lgs. n. 125/2024.
Titoli non immobilizzati: l'OIC chiarisce gli aspetti connessi alla valutazione
05/05/2026 - L’OIC ha pubblicato il Documento Interpretativo n. 12, che fornisce chiarimenti sulla valutazione dei titoli non immobilizzati per gli esercizi 2025 e 2026. La disciplina deriva dalla legge di Bilancio 2026 (<a target="_blank" class="rich-legge" title="legge n. 1992025" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000996314SOMM">legge n. 199/2025</a>), che consente alle imprese di mantenere i titoli dell’attivo circolante al valore di iscrizione, in alternativa al valore di realizzazione desumibile dal mercato. La norma non modifica l’impianto tecnico‑contabile introdotto nel 2022 né le successive integrazioni, confermando quindi la piena continuità con i criteri già delineati nel Documento Interpretativo n. 11 e nei suoi aggiornamenti. A seguito della <a target="_blank" title="consultazione pubblica" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/03/05/documento-interpretativo-12-oic-avvia-consultazione-valutazione-titoli-esercizi-2025-2026">consultazione pubblica</a>, l’OIC ha tuttavia previsto un ulteriore obbligo informativo: la nota integrativa dovrà evidenziare l’effetto dell’esercizio della facoltà di valutazione sul risultato d’esercizio, assicurando trasparenza sugli impatti economici derivanti dall’opzione. L’OIC ha pubblicato il Documento Interpretativo n. 12, che fornisce chiarimenti sulla valutazione dei titoli non immobilizzati per gli esercizi 2025 e 2026. La disciplina deriva dalla legge di Bilancio 2026 (legge n. 199/2025), che consente alle imprese di mantenere i titoli dell’attivo circolante al valore di iscrizione, in alternativa al valore di realizzazione desumibile dal mercato. La norma non modifica l’impianto tecnico‑contabile introdotto nel 2022 né le successive integrazioni, confermando quindi la piena continuità con i criteri già delineati nel Documento Interpretativo n. 11 e nei suoi aggiornamenti. A seguito della consultazione pubblica, l’OIC ha tuttavia previsto un ulteriore obbligo informativo: la nota integrativa dovrà evidenziare l’effetto dell’esercizio della facoltà di valutazione sul risultato d’esercizio, assicurando trasparenza sugli impatti economici derivanti dall’opzione.
Start-up innovative: come scegliere e gestire le agevolazioni fiscali e gli incentivi
11/05/2026 - I soggetti passivi, Irpef ed Ires, compresi gli incubatori e acceleratori certificati che investono in start-up innovative, possono usufruire di agevolazioni fiscali, sotto forma di detrazioni e deduzioni, e di incentivi agli investimenti, sotto forma di crediti d’imposta. Dato che le agevolazioni e gli incentivi possono essere diversi ed alternativi tra loro, è necessario saper scegliere la giusta agevolazione e rispettare le modalità e i tempi di gestione. Quattro sono gli scenari che si possono presentare: quali? I soggetti passivi, Irpef ed Ires, compresi gli incubatori e acceleratori certificati che investono in start-up innovative, possono usufruire di agevolazioni fiscali, sotto forma di detrazioni e deduzioni, e di incentivi agli investimenti, sotto forma di crediti d’imposta. Dato che le agevolazioni e gli incentivi possono essere diversi ed alternativi tra loro, è necessario saper scegliere la giusta agevolazione e rispettare le modalità e i tempi di gestione. Quattro sono gli scenari che si possono presentare: quali?
Voucher per il sostegno dei piccoli editori: come funziona e chi può accedere
09/05/2026 - Il 20 giugno 2026 apre lo sportello per l’ottenimento dei voucher per il sostegno dei piccoli editori. La misura è gestita da Invitalia e prevede un contributo a fondo perduto fino a 15.000 euro. Sono ammissibili le spese effettivamente sostenute negli esercizi 2023, 2024 e 2025 relativamente all’acquisto di materie prime, ai costi per servizi, per il personale e per il godimento di beni di terzi. Come fare domanda? Il 20 giugno 2026 apre lo sportello per l’ottenimento dei voucher per il sostegno dei piccoli editori. La misura è gestita da Invitalia e prevede un contributo a fondo perduto fino a 15.000 euro. Sono ammissibili le spese effettivamente sostenute negli esercizi 2023, 2024 e 2025 relativamente all’acquisto di materie prime, ai costi per servizi, per il personale e per il godimento di beni di terzi. Come fare domanda?
Open call Odeon 2026: quando chiedere i finanziamenti per la transizione energetica
08/05/2026 - La open call del progetto europeo Odeon sostiene lo sviluppo di servizi digitali innovativi per la transizione energetica. Il bando si rivolge a PMI e startup offrendo alle imprese selezionate un contributo a fondo perduto di 60.000 euro e un programma di mentoring di dieci mesi. Per partecipare le imprese dovranno presentare soluzioni tecnologiche integrate per la gestione e il monitoraggio dei sistemi energetici, la previsione dei carichi di rete e la relativa ottimizzazione, l’integrazione delle comunità energetiche e l’interoperabilità tra data space e servizi di intelligenza artificiale. Come e quando inviare le domande? La open call del progetto europeo Odeon sostiene lo sviluppo di servizi digitali innovativi per la transizione energetica. Il bando si rivolge a PMI e startup offrendo alle imprese selezionate un contributo a fondo perduto di 60.000 euro e un programma di mentoring di dieci mesi. Per partecipare le imprese dovranno presentare soluzioni tecnologiche integrate per la gestione e il monitoraggio dei sistemi energetici, la previsione dei carichi di rete e la relativa ottimizzazione, l’integrazione delle comunità energetiche e l’interoperabilità tra data space e servizi di intelligenza artificiale. Come e quando inviare le domande?
Come cambia la vigilanza del collegio sindacale con l'arrivo dell'AI
11/05/2026 - Con la riforma 2026 del Testo Unico della finanza (TUF), attuata in via definitiva con il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 472026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001002272SOMM">D.Lgs. n. 47/2026</a>, la vigilanza dell’organo di controllo si estende al corretto funzionamento dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile, includendo la valutazione delle policy adottate dalla società sull'intelligenza artificiale e sulla cybersicurezza per intercettare tempestivamente le criticità in termini di rischi di business e operativi. L’attività di vigilanza viene così estesa all’organo amministrativo che deve garantire, tra l’altro, che l’AI sia uno strumento diagnostico e predittivo rispondente ai requisiti di governance. Cosa cambia? Con la riforma 2026 del Testo Unico della finanza (TUF), attuata in via definitiva con il D.Lgs. n. 47/2026, la vigilanza dell’organo di controllo si estende al corretto funzionamento dell'assetto organizzativo, amministrativo e contabile, includendo la valutazione delle policy adottate dalla società sull'intelligenza artificiale e sulla cybersicurezza per intercettare tempestivamente le criticità in termini di rischi di business e operativi. L’attività di vigilanza viene così estesa all’organo amministrativo che deve garantire, tra l’altro, che l’AI sia uno strumento diagnostico e predittivo rispondente ai requisiti di governance. Cosa cambia?
Quali sono le proposte di regolamento UE per gli standard ESG volontari e obbligatori
11/05/2026 - La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di modifica del regolamento che contiene gli European sustainability reporting standards e sulla proposta di regolamento che introduce uno standard volontario per le imprese che non rientrano nel perimetro della rendicontazione obbligatoria ESG. La consultazione si chiude il 3 giugno 2026. Con queste proposte la Commissione UE intende semplificare gli oneri informativi delle imprese, sia quelle obbligate alla rendicontazione ESG, sia quelle che, pur non essendo obbligate, potrebbero essere soggette a richieste di informazioni ridondanti da parte imprese più grandi inserite nella stessa filiera produttiva. La novità più importante del secondo regolamento è il “value chain cap”, in base al quale le imprese soggette agli obblighi di rendicontazione non potranno chiedere alle imprese della propria catena del valore, se queste non superano i 1000 dipendenti, informazioni superiori a quelle previste dallo standard volontario. Quali sono le altre semplificazioni proposte? La Commissione UE ha avviato una consultazione pubblica sulla proposta di modifica del regolamento che contiene gli European sustainability reporting standards e sulla proposta di regolamento che introduce uno standard volontario per le imprese che non rientrano nel perimetro della rendicontazione obbligatoria ESG. La consultazione si chiude il 3 giugno 2026. Con queste proposte la Commissione UE intende semplificare gli oneri informativi delle imprese, sia quelle obbligate alla rendicontazione ESG, sia quelle che, pur non essendo obbligate, potrebbero essere soggette a richieste di informazioni ridondanti da parte imprese più grandi inserite nella stessa filiera produttiva. La novità più importante del secondo regolamento è il “value chain cap”, in base al quale le imprese soggette agli obblighi di rendicontazione non potranno chiedere alle imprese della propria catena del valore, se queste non superano i 1000 dipendenti, informazioni superiori a quelle previste dallo standard volontario. Quali sono le altre semplificazioni proposte?
Assemblee societarie più flessibili con la riforma del TUF
08/05/2026 - Il <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 472026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0001002272SOMM">D.Lgs. n. 47/2026</a> ha modificato il TUF (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 581998" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000104465SOMM">D.Lgs. n. 58/1998</a>) introducendo una sostanziale modifica alla modalità di <a target="_blank" title="svolgimento delle assemblee delle società" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/20/regole-assemblee-pmi-quotate-riforma-2026-tuf">svolgimento delle assemblee delle società</a> con azioni ammesse alla negoziazione. Le nuove disposizioni conferiscono maggiore libertà nella gestione delle assemblee sempreché tale maggiore libertà sia regolamentata nello statuto sociale della società o sia stabilita dal consiglio di amministrazione. Quali sono le nuove regole? Il D.Lgs. n. 47/2026 ha modificato il TUF (D.Lgs. n. 58/1998) introducendo una sostanziale modifica alla modalità di svolgimento delle assemblee delle società con azioni ammesse alla negoziazione. Le nuove disposizioni conferiscono maggiore libertà nella gestione delle assemblee sempreché tale maggiore libertà sia regolamentata nello statuto sociale della società o sia stabilita dal consiglio di amministrazione. Quali sono le nuove regole?
Quotidiano Giuridico
Infortuni sul lavoro: datore non responsabile solo in caso di condotta abnorme del lavoratore
11/05/2026 - Il datore ha l'obbligo di richiedere al lavoratore l’osservanza delle norme e disposizioni aziendali sulla sicurezza e sull'uso dei mezzi di protezione (Cass. pen. 6073/2026)
Patto di quota lite e responsabilità sanitaria: il limite che tutela il danneggiato
11/05/2026 - Nel contenzioso da malpractice medica il compenso del legale non può coincidere con una quota del risarcimento: limiti, abusi e rimedi
Sistema Antifrode, sicurezza e dati personali: il caso Poste Italiane e l'equivoco della sicurezza “espansiva”
11/05/2026 - La sanzione del Garante Privacy riapre una questione strutturale: quando la sicurezza diventa il fondamento di trattamenti sempre più pervasivi, il rischio non è solo tecnico, ma giuridico (Provvedimento n. 237/2026)
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GDPR: come gestire gli adempimenti
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