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IPSOA Quotidiano

Software ISA 2026 in ritardo: serve la proroga dei versamenti

19/05/2026 - Alla luce del rilascio tardivo del software “Il tuo ISA 2026 CPB 1.0.0” (disponibile dal 13 maggio, in ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile), l’ANC chiede lo spostamento dei termini di versamento da parte dei soggetti ISA, dal 30 giugno, almeno al 15 luglio, con conseguente slittamento della scadenza successiva sottoposta a maggiorazione dello 0,4%. Alla luce del rilascio tardivo del software “Il tuo ISA 2026 CPB 1.0.0” (disponibile dal 13 maggio, in ritardo rispetto alla scadenza del 30 aprile), l’ANC chiede lo spostamento dei termini di versamento da parte dei soggetti ISA, dal 30 giugno, almeno al 15 luglio, con conseguente slittamento della scadenza successiva sottoposta a maggiorazione dello 0,4%.

Debiti fiscali di gruppo: come funziona l'accordo transattivo

19/05/2026 - Le imprese appartenenti al medesimo gruppo, che si trovino in stato di crisi o di insolvenza, possono formulare una proposta transattiva unitaria, avente ad oggetto il pagamento, anche parziale e/o dilazionato, dei crediti tributari e contributivi, nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi. Si tratta della transazione fiscale di gruppo: la <a target="_blank" title="bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate (in consultazione fino al 20 maggio 2026)" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/16/codice-crisi-impresa-insolvenza-bozza-circolare-entrate">bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate (in consultazione fino al 20 maggio 2026)</a> fornisce un primo inquadramento sistematico dell’istituto, chiarendo che la possibilità di ricorrere a un accordo transattivo unitario deve ritenersi estensibile anche alle ipotesi di composizione negoziata della crisi di gruppo, in coerenza con le finalità di semplificazione procedurale e coordinamento delle posizioni debitorie infragruppo. Le imprese appartenenti al medesimo gruppo, che si trovino in stato di crisi o di insolvenza, possono formulare una proposta transattiva unitaria, avente ad oggetto il pagamento, anche parziale e/o dilazionato, dei crediti tributari e contributivi, nell’ambito degli strumenti di regolazione della crisi. Si tratta della transazione fiscale di gruppo: la bozza di circolare dell’Agenzia delle Entrate (in consultazione fino al 20 maggio 2026) fornisce un primo inquadramento sistematico dell’istituto, chiarendo che la possibilità di ricorrere a un accordo transattivo unitario deve ritenersi estensibile anche alle ipotesi di composizione negoziata della crisi di gruppo, in coerenza con le finalità di semplificazione procedurale e coordinamento delle posizioni debitorie infragruppo.

Rottamazione quinquies degli enti locali: doppio binario e tempi più stretti

19/05/2026 - Il <a target="_blank" title="disegno di legge di conversione del decreto fiscale" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/05/15/decreto-fiscale-conversione-legge-mappa-novita">disegno di legge di conversione del decreto fiscale</a> (D.L. n. 38/2026), all’esame della Camera (AC 2935) per l’approvazione definitiva, estende la rottamazione quinquies ai carichi degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023. La misura non assorbe la definizione agevolata autonoma della legge di Bilancio 2026 e introduce una rilevante asimmetria temporale rispetto alla rottamazione nazionale: per le entrate locali, infatti, il contribuente potrà attivare gli effetti protettivi della domanda solo dal 16 settembre 2026. Il disegno di legge di conversione del decreto fiscale (D.L. n. 38/2026), all’esame della Camera (AC 2935) per l’approvazione definitiva, estende la rottamazione quinquies ai carichi degli enti territoriali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023. La misura non assorbe la definizione agevolata autonoma della legge di Bilancio 2026 e introduce una rilevante asimmetria temporale rispetto alla rottamazione nazionale: per le entrate locali, infatti, il contribuente potrà attivare gli effetti protettivi della domanda solo dal 16 settembre 2026.

Buoni pasto e buoni spesa: finalità, regole, analogie e differenze

19/05/2026 - I fringe benefit e gli strumenti di welfare aziendale sono sempre più diffusamente utilizzati dalle aziende per rispondere alle esigenze alimentari e di spesa dei propri dipendenti. Oggi, quindi, i buoni pasto e i buoni spesa costituiscono, nell’ambito della retribuzione globale, benefici particolarmente importanti per i lavoratori. Questi strumenti sono molto apprezzati anche dai datori di lavoro per l’assenza di tassazione prevista. Pur avendo le medesime finalità, però, i buoni pasto e i buoni spesa sono benefit soggetti a norme e trattamenti fiscali e previdenziali completamente diversi. Quali sono le analogie e le differenze tra questi due strumenti di welfare? I fringe benefit e gli strumenti di welfare aziendale sono sempre più diffusamente utilizzati dalle aziende per rispondere alle esigenze alimentari e di spesa dei propri dipendenti. Oggi, quindi, i buoni pasto e i buoni spesa costituiscono, nell’ambito della retribuzione globale, benefici particolarmente importanti per i lavoratori. Questi strumenti sono molto apprezzati anche dai datori di lavoro per l’assenza di tassazione prevista. Pur avendo le medesime finalità, però, i buoni pasto e i buoni spesa sono benefit soggetti a norme e trattamenti fiscali e previdenziali completamente diversi. Quali sono le analogie e le differenze tra questi due strumenti di welfare?

Contratti a termine stagionali: escluso il limite massimo delle quattro proroghe

19/05/2026 - La <a target="_blank" class="rich-sent" title="Corte di Cassazione, con la sentenza n. 112692026" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10SE0003139667">Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11269/2026</a>, chiarisce un punto rilevante nella disciplina dei contratti a tempo determinato: per i rapporti stagionali non si applica il limite massimo di quattro proroghe previsto dall’<a target="_blank" class="rich-legge" title="art. 21" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000815458ART48">art. 21</a> del <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 812015" href="https://onelavoro.wolterskluwer.it/document/10LX0000815458SOMM">D.Lgs. n. 81/2015</a>. Nel dettaglio quali sono e come si individuano le attività che rientrano nella definizione di attività stagionale? La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11269/2026, chiarisce un punto rilevante nella disciplina dei contratti a tempo determinato: per i rapporti stagionali non si applica il limite massimo di quattro proroghe previsto dall’art. 21 del D.Lgs. n. 81/2015. Nel dettaglio quali sono e come si individuano le attività che rientrano nella definizione di attività stagionale?

Welfare aziendale nelle PMI: più diffuso, ma ancora troppo “reddito-centrico”

18/05/2026 - Il welfare aziendale continua a crescere nelle PMI italiane, ma resta fortemente concentrato su strumenti di sostegno economico immediato come buoni pasto, buoni acquisto e fringe benefit. È quanto emerge dal IV Rapporto sul welfare aziendale nelle PMI italiane realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in collaborazione con Pluxee, che sarà presentato al Festival del Lavoro di Roma dal 21 al 23 maggio. Il documento evidenzia, inoltre, il ruolo crescente della contrattazione collettiva e dei Consulenti del Lavoro nella diffusione di strumenti sempre più integrati nelle politiche aziendali, pur in un contesto in cui molte PMI continuano a percepire il welfare come un costo fisso difficile da sostenere nel tempo. Il welfare aziendale continua a crescere nelle PMI italiane, ma resta fortemente concentrato su strumenti di sostegno economico immediato come buoni pasto, buoni acquisto e fringe benefit. È quanto emerge dal IV Rapporto sul welfare aziendale nelle PMI italiane realizzato dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, in collaborazione con Pluxee, che sarà presentato al Festival del Lavoro di Roma dal 21 al 23 maggio. Il documento evidenzia, inoltre, il ruolo crescente della contrattazione collettiva e dei Consulenti del Lavoro nella diffusione di strumenti sempre più integrati nelle politiche aziendali, pur in un contesto in cui molte PMI continuano a percepire il welfare come un costo fisso difficile da sostenere nel tempo.

Esaminiamo l'impresa: per te il corso di autoformazione on line

15/05/2026 - La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali. La disamina dell’audit risk e il processo di pianificazione della revisione sono i temi oggetto del corso di autoformazione on line a cura di Sandro Spella, gratuito per gli abbonati a IPSOA Quotidiano. Il corso è accreditato per Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e per Revisori Legali.

Penali legali e contrattuali: la gestione contabile e fiscale

11/05/2026 - Con la <a target="_blank" title="circolare n. 13 del 2026 Assonime" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2026/04/29/ricavi-costi-smantellamento-indicazioni-fiscali-circolare-assonime">circolare n. 13 del 2026 Assonime</a> riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal <a target="_blank" title="D.M. 27 giugno 2025" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/06/30/oic-34-coordinamento-disciplina-fiscale-ires-irap">D.M. 27 giugno 2025</a> di coordinamento tra <a target="_blank" class="rich-legge" title="OIC 34" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000943020SOMM">OIC 34</a> e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata. Con la circolare n. 13 del 2026 Assonime riporta alla ribalta classificazione e trattamento contabile delle penali legali e contrattuali, già trattati dal D.M. 27 giugno 2025 di coordinamento tra OIC 34 e disciplina fiscale IRES e IRAP. In base all’art. 3 del decreto, le penali concorrono alla formazione del reddito esclusivamente nell’esercizio in cui risultano certe e obiettivamente determinabili; il contribuente dovrà quindi effettuare una variazione in aumento in dichiarazione fiscale nell’esercizio in cui la penalità è stimata, come riduzione di ricavo, e una variazione in diminuzione nell’esercizio in cui la penalità diventa certa. Secondo Assonime, tuttavia, la deroga alla piena rilevanza fiscale delle penali quali componenti variabili del corrispettivo e il diverso trattamento rispetto a tutte le altre componenti variabili analoghe che invece concorrono alla sua determinazione non appare del tutto giustificata.

Bilancio 2025: al via la campagna depositi presso il Registro Imprese

08/05/2026 - Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1392015" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000818245SOMM">D.Lgs. n. 139/2015</a>. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite <a target="_blank" title="modello RAP" href="https://www.ipsoa.it/documents/quotidiano/2025/03/11/modello-rap-aggiornato-registrazione-verbali-distribuzione-utili-societari">modello RAP</a>. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal <a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. n. 1252024" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000969010SOMM">D.Lgs. n. 125/2024</a>. Unioncamere ha pubblicato il Manuale operativo per la campagna bilanci 2026, confermando procedure, adempimenti e tassonomie per il deposito dei bilanci relativi all’esercizio 2025. Il Manuale ribadisce l’obbligo di deposito per tutte le società di capitali e cooperative e richiama le conseguenze civilistiche del mancato adempimento. La tassonomia PCI 2018‑11‑04 resta l’unica utilizzabile per i bilanci post‑2016, mentre la PCI 2015‑12‑14 si applica ai bilanci ante D.Lgs. n. 139/2015. Il Manuale illustra le regole per la predisposizione dell’istanza XBRL, la firma digitale in modalità CAdES e gli obblighi documentali in PDF/A, conferma le indicazioni sul doppio deposito XBRL/PDF/A in caso di non perfetta rappresentazione dei dati e ricorda gli obblighi di registrazione del verbale con distribuzione utili tramite modello RAP. Focus sulla rendicontazione di sostenibilità introdotta dal D.Lgs. n. 125/2024.

Conto Energia: dal GSE le opzioni di proroga previste dal DL Bollette

18/05/2026 - Il GSE, con comunicato del 18 maggio 2026, ricorda che il <a target="_blank" class="rich-legge" title="DL 212026" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000999180SOMM">DL 21/2026</a> (“DL Bollette”) consente ai titolari di impianti fotovoltaici incentivati nei primi quattro Conti Energia, con potenza superiore a 20 kW e beneficiari di premi fissi, di prorogare volontariamente le convenzioni in scadenza dal 1° gennaio 2029. Attraverso il portale Estendi Convenzione CE, attivo dal 18 al 31 maggio 2026, è possibile scegliere tra due opzioni: proroga di 3 mesi con riduzione del 15% della tariffa premio, oppure proroga di 6 mesi con riduzione del 30%, entrambe applicate al periodo dal secondo semestre 2026 al 31 dicembre 2027. L’adesione alla proroga attribuisce inoltre priorità per l’accesso al meccanismo di phase out, richiedibile entro il 30 settembre 2026. Il GSE rinvia alla pagina dedicata, alle Istruzioni Operative e alla Guida al Portale per ulteriori dettagli. Il GSE, con comunicato del 18 maggio 2026, ricorda che il DL 21/2026 (“DL Bollette”) consente ai titolari di impianti fotovoltaici incentivati nei primi quattro Conti Energia, con potenza superiore a 20 kW e beneficiari di premi fissi, di prorogare volontariamente le convenzioni in scadenza dal 1° gennaio 2029. Attraverso il portale Estendi Convenzione CE, attivo dal 18 al 31 maggio 2026, è possibile scegliere tra due opzioni: proroga di 3 mesi con riduzione del 15% della tariffa premio, oppure proroga di 6 mesi con riduzione del 30%, entrambe applicate al periodo dal secondo semestre 2026 al 31 dicembre 2027. L’adesione alla proroga attribuisce inoltre priorità per l’accesso al meccanismo di phase out, richiedibile entro il 30 settembre 2026. Il GSE rinvia alla pagina dedicata, alle Istruzioni Operative e alla Guida al Portale per ulteriori dettagli.

Crisi d'impresa: Fondoprofessioni propone un nuovo Avviso per la formazione

18/05/2026 - Fondoprofessioni introduce l’Avviso 07/26, un intervento sperimentale dedicato alla formazione sulla crisi d’impresa, con l’obiettivo di supportare gli studi professionali nell’applicazione del Codice della Crisi e dell’Insolvenza (<a target="_blank" class="rich-legge" title="D.Lgs. 142019" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000873338SOMM">D.Lgs. 14/2019</a>). L’iniziativa, dotata di 160 mila euro, finanzia piani formativi personalizzati fino a 4.000 euro ciascuno, presentabili dagli enti attuatori accreditati dal 18 giugno al 21 luglio 2026. I percorsi potranno svolgersi anche on the job e saranno progettati sulla base dei fabbisogni specifici degli studi coinvolti. Le attività formative riguarderanno assetti organizzativi, analisi economico‑finanziaria, strumenti di allerta, composizione negoziata, procedure di insolvenza, profili fiscali e responsabilità connesse alla gestione della crisi, con un approccio operativo e orientato all’applicazione pratica. L’Avviso mira a rafforzare le competenze necessarie per individuare tempestivamente segnali di difficoltà e gestire in modo efficace i processi di prevenzione e risanamento. Fondoprofessioni introduce l’Avviso 07/26, un intervento sperimentale dedicato alla formazione sulla crisi d’impresa, con l’obiettivo di supportare gli studi professionali nell’applicazione del Codice della Crisi e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019). L’iniziativa, dotata di 160 mila euro, finanzia piani formativi personalizzati fino a 4.000 euro ciascuno, presentabili dagli enti attuatori accreditati dal 18 giugno al 21 luglio 2026. I percorsi potranno svolgersi anche on the job e saranno progettati sulla base dei fabbisogni specifici degli studi coinvolti. Le attività formative riguarderanno assetti organizzativi, analisi economico‑finanziaria, strumenti di allerta, composizione negoziata, procedure di insolvenza, profili fiscali e responsabilità connesse alla gestione della crisi, con un approccio operativo e orientato all’applicazione pratica. L’Avviso mira a rafforzare le competenze necessarie per individuare tempestivamente segnali di difficoltà e gestire in modo efficace i processi di prevenzione e risanamento.

Cinema e audiovisivo: al via la presentazione delle domande di contributo 2026

18/05/2026 - Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando 2026 per la concessione di contributi destinati ad attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva ai sensi dell’<a target="_blank" class="rich-legge" title="articolo 27" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000841352ART63">articolo 27</a> della <a target="_blank" class="rich-legge" title="legge 2202016" href="https://onefiscale.wolterskluwer.it/document/10LX0000841352SOMM">legge 220/2016</a>. Il bando sostiene progetti di internazionalizzazione e cineturismo, iniziative per lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva, festival, rassegne e premi, nonché le attività delle cineteche relative alla conservazione e valorizzazione del patrimonio filmico. Le iniziative devono essere realizzate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e possono essere presentate da enti pubblici e privati, associazioni, fondazioni, università ed enti di ricerca operanti nel settore. La dotazione finanziaria complessiva per il 2026 ammonta a 9.834.750 euro. Le domande devono essere inoltrate tramite la piattaforma DGCOL dal 28 maggio al 25 giugno 2026 entro le ore 23.59. Il Ministero della Cultura ha pubblicato il bando 2026 per la concessione di contributi destinati ad attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva ai sensi dell’articolo 27 della legge 220/2016. Il bando sostiene progetti di internazionalizzazione e cineturismo, iniziative per lo sviluppo della cultura cinematografica e audiovisiva, festival, rassegne e premi, nonché le attività delle cineteche relative alla conservazione e valorizzazione del patrimonio filmico. Le iniziative devono essere realizzate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026 e possono essere presentate da enti pubblici e privati, associazioni, fondazioni, università ed enti di ricerca operanti nel settore. La dotazione finanziaria complessiva per il 2026 ammonta a 9.834.750 euro. Le domande devono essere inoltrate tramite la piattaforma DGCOL dal 28 maggio al 25 giugno 2026 entro le ore 23.59.

Cybersecurity e AI: come cambia il modello 231 per la gestione dei rischi

19/05/2026 - Il documento CNDCEC “Cybersecurity e modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa” analizza l’evoluzione del rischio informatico e il suo crescente impatto sulla responsabilità degli enti. La digitalizzazione dei processi e l’aumento degli attacchi cyber impongono alle imprese un approccio strutturato alla sicurezza, integrato nei sistemi di organizzazione, gestione e controllo. Particolare attenzione è dedicata ai rischi derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale, che ampliano le aree sensibili in termini di reati informatici, rapporti con la PA, processi societari e protezione dei dati personali. Il modello 231 emerge così come il contenitore sistemico per una compliance integrata, capace di coniugare cybersecurity, governance e responsabilità d’impresa. Ma quali sono le nuove aree di rischio che l’impresa deve presidiare e come deve cambiare, di conseguenza, il modello 231? Il documento CNDCEC “Cybersecurity e modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa” analizza l’evoluzione del rischio informatico e il suo crescente impatto sulla responsabilità degli enti. La digitalizzazione dei processi e l’aumento degli attacchi cyber impongono alle imprese un approccio strutturato alla sicurezza, integrato nei sistemi di organizzazione, gestione e controllo. Particolare attenzione è dedicata ai rischi derivanti dall’uso dell’intelligenza artificiale, che ampliano le aree sensibili in termini di reati informatici, rapporti con la PA, processi societari e protezione dei dati personali. Il modello 231 emerge così come il contenitore sistemico per una compliance integrata, capace di coniugare cybersecurity, governance e responsabilità d’impresa. Ma quali sono le nuove aree di rischio che l’impresa deve presidiare e come deve cambiare, di conseguenza, il modello 231?

Cybersecurity, AI e modello 231: l'approfondimento del CNDCEC

18/05/2026 - Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti hanno pubblicato il documento “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”, elaborato dalla Commissione “Compliance e modelli organizzativi d.lgs. 231”. Il lavoro evidenzia come la crescente esposizione delle imprese alle minacce informatiche richieda l’integrazione del rischio cyber nei sistemi di controllo interno e nei Modelli 231. Il documento analizza i reati informatici rilevanti ai fini 231, i profili organizzativi connessi all’inserimento del rischio cyber nei modelli aziendali, il ruolo dell’Organismo di Vigilanza e l’impatto delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. Particolare attenzione è dedicata alla mappatura dei rischi, all’aggiornamento dei protocolli, alla formazione del personale e alle best practices, offrendo ai Commercialisti un supporto operativo di crescente rilevanza. Il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Dottori Commercialisti hanno pubblicato il documento “Cybersecurity e Modello 231: integrazione dei rischi informatici nella governance d’impresa”, elaborato dalla Commissione “Compliance e modelli organizzativi d.lgs. 231”. Il lavoro evidenzia come la crescente esposizione delle imprese alle minacce informatiche richieda l’integrazione del rischio cyber nei sistemi di controllo interno e nei Modelli 231. Il documento analizza i reati informatici rilevanti ai fini 231, i profili organizzativi connessi all’inserimento del rischio cyber nei modelli aziendali, il ruolo dell’Organismo di Vigilanza e l’impatto delle nuove tecnologie, inclusa l’intelligenza artificiale. Particolare attenzione è dedicata alla mappatura dei rischi, all’aggiornamento dei protocolli, alla formazione del personale e alle best practices, offrendo ai Commercialisti un supporto operativo di crescente rilevanza.

Ambiente: in GU nuove fattispecie e aggravanti per i crimini ambientali

18/05/2026 - Il d.lgs. 21 aprile 2026, n. 81, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 maggio 2026, attua la direttiva (UE) 2024/1203 e introduce un rafforzamento della tutela penale dell’ambiente. Dal 2 giugno 2026 entra in vigore il nuovo art. 452‑bis.1 c.p., che sanziona il commercio abusivo di prodotti inquinanti in grado di provocare un deterioramento significativo e misurabile delle matrici ambientali o degli ecosistemi, con aggravanti per pericoli alla vita, danni a specie protette, aree vincolate o ecosistemi estesi e durevoli. Il decreto inasprisce inoltre le pene per l’uso illecito di sostanze lesive dell’ozono, prevedendo la reclusione da due a cinque anni e multe fino a 80.000 euro, e introduce un sistema sanzionatorio a due livelli per i gas fluorurati a effetto serra, basato su arresto e ammende. Entro il 21 maggio 2027 il Governo dovrà adottare la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali. Il d.lgs. 21 aprile 2026, n. 81, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 13 del 18 maggio 2026, attua la direttiva (UE) 2024/1203 e introduce un rafforzamento della tutela penale dell’ambiente. Dal 2 giugno 2026 entra in vigore il nuovo art. 452‑bis.1 c.p., che sanziona il commercio abusivo di prodotti inquinanti in grado di provocare un deterioramento significativo e misurabile delle matrici ambientali o degli ecosistemi, con aggravanti per pericoli alla vita, danni a specie protette, aree vincolate o ecosistemi estesi e durevoli. Il decreto inasprisce inoltre le pene per l’uso illecito di sostanze lesive dell’ozono, prevedendo la reclusione da due a cinque anni e multe fino a 80.000 euro, e introduce un sistema sanzionatorio a due livelli per i gas fluorurati a effetto serra, basato su arresto e ammende. Entro il 21 maggio 2027 il Governo dovrà adottare la Strategia nazionale di contrasto ai crimini ambientali.

Quotidiano Giuridico

Quaderni UIF 2025: i notai guidano le segnalazioni antiriciclaggio

19/05/2026 -

Nell’intero anno solare appena trascorso, i numeri sono impressionanti: oltre 81.200 segnalazioni di operazioni sospette ricevute in soli sei mesi. È il livello più alto mai registrato.

Licenziamenti da intelligenza artificiale: tutele e limiti tra USA, UE e Italia

19/05/2026 - L'impatto dell'IA generativa sul diritto del lavoro, dall'employment-at-will statunitense alle tutele europee e italiane contro i licenziamenti algoritmici

Locazioni turistiche e potere regolatorio regionale: il TAR boccia le norme della Regione Sicilia

19/05/2026 - Sì ai requisiti minimi di ospitalità ma occorre distinguere le strutture di fascia alta da quelle di fascia inferiore (Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sentenza n. 1268/2026)

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Auto: ecotassa e bonus 2019

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